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Mi presento

Ciao, sono Daniele,
La mia pittura è ispirata dalle mie emozioni e dalla mia musica preferita.

Chi è Daniele

Daniele Mancuso è un artista svizzero di origine italiana, il suo studio ha sede a Bellinzona (Svizzera). Dopo aver trascorso diversi anni tra i cieli come pilota di aerei privati, ha deciso di mettere i piedi per terra ma di continuare a volare attraverso la sua arte.

Inizia a dipingere spinto da un bisogno irrefrenabile di esprimere le sue emozioni e di liberare la sua anima. I volti dai tratti ruvidi ma sofferenti, a volte coperti da strati di colori, sono l’espressione del suo sentimento sulle relazioni sociali e sulla vita di oggi.

Dicono di me

Daniele Mancuso

A cura di Walter Ghidini, 9m2 Gallery, Lugano.

Alpha Romeo Tango Echo

Cosa hanno in comune il moderno cockpit di un aereo e l’arte astratta? Verrebbe da dire nulla giacché il tenere sotto controllo il primo è cosa che comporta la padronanza e il rispetto di rigide procedure operative, mentre l’arte astratta, per sua stessa definizione, si discosta totalmente da tutto ciò che è reale ed è anzi la negazione d’ogni regola costituita, a favore dell’emotività e della ricerca continua di altre realtà nelle quali potersi identificare e, a volte, anche ricostruire.

Eppure vi è una sorta di polarità tra gli opposti, una condizione di complementarità tale per cui ciascuno dei due poli, pur essendo limitato e avversato dal polo contrario, trova in quest’ultimo anche la sua ragion d’essere e il suo fondamento costitutivo, perché l’uno non potrebbe esistere senza l’altro e viceversa.

Daniele Mancuso, ex pilota aeronautico, conosce bene questo dualismo giacché ai comandi di un aereo nulla può essere lasciato al caso; l’attenzione è sempre al massimo ed è necessario che tutto sia già previsto. Per contro, quando lavora alle sue opere, il suo operare è libero di spaziare e seguire le pulsioni del momento, le idee che, a mente libera, diventano ora colore, ora forma, ora strato materico. Daniele ha attraversato momenti difficili nella propria vita e l’arte, come spesso accade, è stata sempre un grande sostegno oltre che passione, trasformandosi da scappatoia a terapia fino a divenire linguaggio autonomo.

Basata sulla spontaneità, senza dubbio la sua è un’arte capace di scardinare fondati preconcetti e di utilizzarli a proprio favore per intraprenderne la ricostruzione visiva. Daniele fa largo uso di colori, principalmente primari e puri, e stratificazioni. Il significato di ogni elemento fa parte della ricerca stessa e la mescolanza degli elementi fa emergere un’altra caratteristica: la coesistenza di più sensazioni all’interno di una stessa composizione. Vi è ancora connessione con il mondo reale, seppur in maniera particolare.

Mentre realizza le proprie opere, Daniele ha due grandi compagne: la musica e la notte. È proprio nel silenzio della notte che paura, tristezza e serenità tornano a concatenarsi in un perfetto equilibrio simbiotico, mentre la musica scandisce il ritmo dei proprio pensieri. L’opera finita impatta con l’anima dell’osservatore tramite un percorso alternato tra il filosofico e il poetico. Non più, quindi, attraverso lo stupore visivo, ma attraverso un’emozione profonda e razionale legata all’inconscio e alle recondite profondità della psiche.